Non dimenticare di fare domande

Il giorno che penserai di essere capitato nel posto giusto, di avere scelto bene, che ti avrà colto quella speciale sensazione di sentirti a casa mentre non ti abbandona il brivido di essere straniero, che avrai incontrato la persona giusta ad accoglierti, un odore che viene dal passato a ricordarti chi sei, un sapore nel quale vorresti annegare… non dimenticare di fare domande.
Sempre, dietro un buon piatto un letto comodo una casa incantevole c’è una storia merita di essere conosciuta.

Oggi abbiamo fatto visita a San Clemente.
Presentazione del progetto Viajar con Cervantes in Ruristur (prima edizione della Feria de Turismo Rural di San Clemente, Cuenca) in compagnia di Paloma e Miguel Angel, proprietari più che impegnati nella gestione del Alojamiento Rural Casa de los Acacio, sempre a San Clemente. Pranziamo insieme, allora, così finalmente vedo la vostra casa.

Mangiamo nel locale del giovane però già molto esperto Jesús Tello Gallego, SaborEArte. Vino e crocchette, pinchos e vino. Torrijas e cioccolato. Tutto buonissimo. Tra una riflessione e l’altra, un aneddoto che ha il sapore della confidenza e un altro dal gusto sarcastico che ben racconta come vanno le cose oggi, scopriamo chi siamo e che cosa ci facciamo seduti intorno a un tavolo proprio lì, tutti insieme.

SaborEArte en San Clemente

SaborEArte en San Clemente

SaborEArte en San Clemente

Ci metto pochissimo ad accomodarmi sull’ironia persistente di Miguel Angel e la gentilezza signorile di Paloma. In un contesto lavorativo differente e insospettabile un giorno si incontrano, un altro si innamorano, un altro ancora si lanciano in questo progetto: turistico, gastronomico, impressionante per dimensione e intraprendenza (avrei dovuto fotografare la cucina per darne un’idea più precisa, ma passando per di là ero talmente stordita dalla dimensione e dalla varietà dei gadget che mi sono distratta).

Isabel Paloma y Miguel Angel en la Casa de los Acacio

Adoro le storie d’amore, lo sanno tutti. Quando poi le vedo ambientate in luoghi come questo, strabordanti di libri e foto ricordo sbiadite di volti che si assomigliano tutti un po’, le trovo irresistibili. E mi commuovo. E inizio a fare domande. E non mi stanco di ascoltare le risposte.

Miguel Angel en su despacho

La Casa de los Acacio (è un cognome, a sottolineare la tradizione familiare di questo posto) è un edificio del XVII secolo appartenuto, tra gli altri, alla famiglia di Paloma. Restano tracce della carriera giuridica di parte di questa nelle file di volumi di giurisprudenza che un po’ più moderni abitavano fino a poco tempo fa gli scaffali della casa dei miei genitori. Ormai pigri, resi silenziosi dal tempo, ma potenti nell’aspetto.
La cortesia e l’ingegno di questo matrimonio ha dato volto al resto. Il patio è un maestoso spazio vuoto dove fare mille giravolte, le poltrone angoli per sprofondare nella lettura di mille libri, il giardino un luogo di attesa per una ispirazione.

Patio de la Casa de los Acacio

Vorrei fare tutte le domande possibili. C’è una storia dentro ogni mobile. Drammatica o poetica, vale la pena conoscerla. Per cui il giorno che penserete di essere capitati nel posto giusto, di avere scelto bene, che vi avrà colto quella speciale sensazione di sentirsi a casa mentre non vi abbandona il brivido di essere stranieri, che avrete incontrato la persona giusta ad accogliervi, un odore che viene dal passato a ricordarvi chi siete, un sapore nel quale vorreste annegare… non dimenticate di fare domande.

Isabel y Paloma hablan el el patio de la Casa de los Acacio

Rincon de la Casa de los Acacio

 

 

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